Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) rivede nuovamente al rialzo il costo della crisi finanziaria: le svalutazioni, entro il 2010 - afferma nel Global Financial Stability Report - "potrebbero raggiungere i 4.000 miliardi di dollari, di cui due terzi facenti capo alle banche".
Del totale fanno parte, per la prima volta, gli asset originati in tutti i mercati e non solo in quello americano, per il quale la stima delle potenziali perdite è stata portata a 2.700 miliardi, dai 2.200 miliardi di gennaio 2009 e i 1.400 miliardi di ottobre.
"Il sistema finanziario globale - aggiunge l'Fmi - resta sotto un severo stress a fronte di una crisi che riguarda famiglie, aziende e banche sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti". "Il processo di deleveraging - aggiunge - sarà lento e doloroso nonostante le misure prese".
SPEZZARE SPIRALE NEGATIVA, ULTERIORI AZIONI FORTI - "La sfida principale" della crisi in atto è quella "di spezzare la spirale al ribasso fra il sistema finanziario e l'economia globale". Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale che, pur constatando "le iniziative senza precedenti prese nei paesi avanzati nello spezzare" il circolo vizioso venutosi a creare, invita a "ulteriori azioni forti per riportare fiducia e allentare le incertezze che stanno minando le prospettive di una ripresa economica". Un invito che arriva con un'avvertenza: "C'é il rischio che i Governi siano riluttanti ad allocare abbastanza risorse per risolvere il problema", visto che l'opinione pubblica sta assumendo un atteggiamento "disilluso su quello che percepisce, in alcuni casi, come abuso dei fondi dei contribuenti".
DEBITO ITALIA AL 121% NEL 2010, SU ANCHE GERMANIA - A causa della crisi finanziaria, il debito pubblico italiano salirà nel 2010 al 121% con un incremento di 15 punti percentuali dal 106% del 2008. I costi per la stabilizzazione finanziaria sono risultati pari allo 0,9% del pil. I dati sul debito - spiega il Fmi illustrando una tabella del capitolo uno del Rapporto - sono tratti dal World Economic Outlook dell'aprile 2008, mentre le stime sui costi provengono dal dipartimento degli Affari fiscali del Fmi. Il deterioramento dei conti pubblici non è comunque un fenomeno limitato: in Germania il debito 2010 si attesterà all'87% con un aumento di 19 punti percentuali. In Giappone l'incremento sarà di 30 punti percentuali al 227%, mentre negli Usa il balzo sarà di 27 punti al 98%. In Francia, l'aumento sarà di 13 punti percentuali all'80%.
FMI:SISTEMA SOTTO STRESS,STRETTA CREDITO PROFONDA E DURATURA - "Il sistema finanziario globale resta sotto un severo stress, mentre la crisi si allarga includendo famiglie, aziende e banche sia delle economie avanzate sia di quelle emergenti". Il "credit crunch globale" sarà probabilmente "profondo e duraturo". Il Fondo Monetario Internazionale spiega che la stretta del credito "potrebbe portare a una pronunciata contrazione del credito stesso negli Usa e in Europa prima che la ripresa inizi". Le prospettive per "la stabilità finanziaria globale è deteriorata ulteriormente, con i rischi per i paesi emergentì saliti" in modo repentino. Fra questi ultimi "le economie europee sono state le più duramente colpite".
FMI: PER BANCHE POSSIBILE ANCHE NAZIONALIZZAZIONE A TEMPO - Assicurare liquidità alle banche, identificare e affrontare il problema degli asset tossici e ricapitalizzare le istituzioni creditizie deboli ma fondamentalmente sane. Il Fondo Monetario Internazionale, nel Global Financial Stability Report, torna a ribadire la propria ricetta contro la crisi del sistema finanziario. E sottolinea che per "stabilizzare il sistema bancario e ridurre l'incertezza sono necessari 3 elementi: un ruolo più attivo dei supervisori nel determinare le istituzioni che possono sopravvivere e le appropriate azioni correttive necessarie a garantirne la sopravvivenza; trasparenza nei bilanci; e chiarezza da parte dei supervisori del tipo di capitale richiesto. "Le condizioni per iniezioni di capitale pubbliche dovrebbero essere stringenti", spiega il Fmi, secondo il quale la "ristrutturazione" di un'istituzione "potrebbe anche richiedere una nazionalizzazione temporanea". "L'attuale incapacità di attrarre capitali privati suggerisce che la crisi é profonda e che i governi devono compiere un passo in più, anche se questo significa assumere la maggioranza o l'interezza di un'istituzione. Un controllo temporaneo da parte del governo potrebbe essere necessario - afferma il Fondo - ma solo con l'intenzione di ristrutturare l'istituto per farlo tornare in mani private il prima possibile".
FMI: COLPITO EST EUROPA, AUMENTA RISCHIO EURO-CONTAGIO - L'Europa dell'Est duramente colpita dalla crisi rischia di contagiare tutto il Vecchio Continente: le forti interconnessioni finanziarie esistenti fra le due aree aumentano il pericolo di un "un ciclo vizioso avverso" all'interno di tutta l'Europa. E' l'avvertimento lanciato dal 'Global Financial stability report' reso noto dal Fondo Monetario Internazionale, secondo il quale "i collegamenti" fra Est e Ovest "creano un ciclo di azioni e reazioni che potrebbero esacerbare la crisi". La maggior parte delle economie emergenti europee - spiega l'Fmi - sono infatti dipendenti dalle banche del Vecchio Continente occidentale che, di fatto, possiedono molti degli istituti di credito dell'Europa dell'Est. "Le banche madri - si legge nel rapporto - sono concentrate in pochi paesi (Austria, Belgio, Germania, Italia, Svezia). E questi collegamenti creano un ciclo di azioni e reazioni tra i Paesi dell'Europa emergente e quelli occidentali che potrebbe esacerbare la crisi". Gli esperti del Fondo osservano che "il deterioramento delle condizioni finanziarie delle sussidiarie dell'Europa dell'Est influenza la liquidità e la posizione di capitali delle banche-madri, e questo a sua volta ha portato non solo ad un abbassamento del rating e a più alti costi, ma ha ridotto di fatto la capacità di finanziamento proprio per delle sussidiarie".
martedì 21 aprile 2009
giovedì 9 aprile 2009
Sisma, 279 morti. Napolitano: nessuno è senza colpa
Nuove forti scosse si sono registrate ancora nella notte all'Aquila e provincia, a tre giorni dal sisma che ha provocato 279 morti in Abruzzo, dove oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invitato tutti a farsi "un esame di coscienza" per quanto è accaduto.
"Nessuno è senza colpa. Molti sono stati coinvolti nella costruzione dei palazzi crollati", ha detto il capo dello Stato, dopo essersi recato a Onna e San Demetrio, due delle località più duramente colpite dal terremoto.
"Deve esserci un esame di coscienza senza discriminanti né coloriture politiche, non per battersi il petto ma per capire cosa è indispensabile e urgente fare per evitare che questi fatti si ripetano. E perché si possa fare prevenzione, non con fantasiose profezie o impossibili previsioni, ma apprestando mezzi indispensabili perché case ed edifici resistano", ha aggiunto, sottolineando poi l'urgenza di avere nuove norme di edilizia anti-sismica.
Parlando dei soccorsi, Napolitano ha aggiunto che "il Paese può essere soddisfatto e inorgoglito", assicurando il proprio impegno per la ricostruzione. "Non vi dimenticheremo mai", ha precisato parlando idealmente ai circa 17.000 sfollati.
Intanto, il governo ha varato oggi un'ordinanza che sospende il pagamento di rate fiscali, bollette e mutui nelle zone terremotate, mentre un decreto legge con gli stanziamenti economici sarà approvato probabilmente dopo la pausa pasquale, secondo quanto riferito dal premier Silvio Berlusconi, che ha annunciato nuovi fondi a disposizione.
"Abbiamo autorizzato il ministero dell'Economia a una variazione di bilancio per mettere a disposizione ulteriori 70 milioni, che sommati ai primi 30 portano il totale a 100 milioni", ha detto Berlusconi.
Continua anche l'impegno contro lo sciacallaggio: dopo che ieri è stata annunciata l'idea di farne un reato punibile con pene molto severe, oggi il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha annunciato che saranno inviati altri 700 militari per presidiare il territorio.
LA TERRA CONTINUA A TREMARE
Tutta la zona colpita dal terremoto intanto continua a tremare con scosse anche molto forti, che si sono susseguite ancora nella notte: quella di maggiore intensità è stata registrata alle 2:52, con magnitudo 5.1, di poco inferiore a quella che nella notte tra domenica e lunedì ha provocato numerosissimi crolli e 279 morti, di cui 20 bambini.
Il presidente del Consiglio nazionale ricerche (Cnr) Luciano Maiani ha spiegato che gli esperti stanno lavorando per "monitorare i movimenti della terra, al fine di individuare le zona più instabili" e per sorvegliare "la stabilità degli edifici".
"Siamo al lavoro prevedendo interventi che dureranno diversi anni", ha sottolineato, aggiungendo che un osservatorio da satellite consente il monitoraggio con "una particolare attenzione verso il patrimonio culturale, storico e archeologico, che giocherà un ruolo importante nella ricostruzione".
Maiani ha aggiunto che "dalla prossima settimana inizierà l'attività di verifica degli edifici, a partire da quelli pubblici, in particolar modo dalle scuole".
l sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha invece esortato l'Unione europea a rendersi conto di quali siano le condizioni in cui versano le zone colpite, sottolineando di aver parlato con il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti per cercare di far rientrare tutta la zona nel cosiddetto "obiettivo uno", che riguarda le aree disagiate, e attivare processi di defiscalizzazione "per offrire a questo territorio la possibilità di una ripresa accelerata e poter essere competitivi anche durante la fase di ricostruzione".
"Molto di questo dipenderà dall'Europa", ha sottolineato il sindaco, aggiungendo che "sarebbe utile che qualche commissario europeo prendesse atto della situazione facendo visita questo territorio".
SOCCORRITORI ANCORA AL LAVORO
I soccorritori continuano a scavare tra la macerie, da dove stamani hanno estratto nuovi cadaveri sepolti in vari edifici tra cui la Casa dello studente, una delle strutture più gravemente danneggiate.
L'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe Molinari, che domani alle 11 celebrerà i funerali di Stato insieme al cardinale Tarcisio Bertone, ha riferito a Reuters di aver ricevuto una telefonata dal Papa che ha ribadito la sua volontà di andare in visita nelle zona terremotate.
"Ieri mi ha chiamato il Santo Padre, che mi ha espresso personalmente vicinanza e solidarietà", ha detto il prelato. "Mi ha incaricato di portare oggi il suo saluto e di esprimere la sua vicinanza alla popolazione. Mi ha rassicurato dicendomi che presto sarà qui con noi per una visita".
"Nessuno è senza colpa. Molti sono stati coinvolti nella costruzione dei palazzi crollati", ha detto il capo dello Stato, dopo essersi recato a Onna e San Demetrio, due delle località più duramente colpite dal terremoto.
"Deve esserci un esame di coscienza senza discriminanti né coloriture politiche, non per battersi il petto ma per capire cosa è indispensabile e urgente fare per evitare che questi fatti si ripetano. E perché si possa fare prevenzione, non con fantasiose profezie o impossibili previsioni, ma apprestando mezzi indispensabili perché case ed edifici resistano", ha aggiunto, sottolineando poi l'urgenza di avere nuove norme di edilizia anti-sismica.
Parlando dei soccorsi, Napolitano ha aggiunto che "il Paese può essere soddisfatto e inorgoglito", assicurando il proprio impegno per la ricostruzione. "Non vi dimenticheremo mai", ha precisato parlando idealmente ai circa 17.000 sfollati.
Intanto, il governo ha varato oggi un'ordinanza che sospende il pagamento di rate fiscali, bollette e mutui nelle zone terremotate, mentre un decreto legge con gli stanziamenti economici sarà approvato probabilmente dopo la pausa pasquale, secondo quanto riferito dal premier Silvio Berlusconi, che ha annunciato nuovi fondi a disposizione.
"Abbiamo autorizzato il ministero dell'Economia a una variazione di bilancio per mettere a disposizione ulteriori 70 milioni, che sommati ai primi 30 portano il totale a 100 milioni", ha detto Berlusconi.
Continua anche l'impegno contro lo sciacallaggio: dopo che ieri è stata annunciata l'idea di farne un reato punibile con pene molto severe, oggi il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha annunciato che saranno inviati altri 700 militari per presidiare il territorio.
LA TERRA CONTINUA A TREMARE
Tutta la zona colpita dal terremoto intanto continua a tremare con scosse anche molto forti, che si sono susseguite ancora nella notte: quella di maggiore intensità è stata registrata alle 2:52, con magnitudo 5.1, di poco inferiore a quella che nella notte tra domenica e lunedì ha provocato numerosissimi crolli e 279 morti, di cui 20 bambini.
Il presidente del Consiglio nazionale ricerche (Cnr) Luciano Maiani ha spiegato che gli esperti stanno lavorando per "monitorare i movimenti della terra, al fine di individuare le zona più instabili" e per sorvegliare "la stabilità degli edifici".
"Siamo al lavoro prevedendo interventi che dureranno diversi anni", ha sottolineato, aggiungendo che un osservatorio da satellite consente il monitoraggio con "una particolare attenzione verso il patrimonio culturale, storico e archeologico, che giocherà un ruolo importante nella ricostruzione".
Maiani ha aggiunto che "dalla prossima settimana inizierà l'attività di verifica degli edifici, a partire da quelli pubblici, in particolar modo dalle scuole".
l sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha invece esortato l'Unione europea a rendersi conto di quali siano le condizioni in cui versano le zone colpite, sottolineando di aver parlato con il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti per cercare di far rientrare tutta la zona nel cosiddetto "obiettivo uno", che riguarda le aree disagiate, e attivare processi di defiscalizzazione "per offrire a questo territorio la possibilità di una ripresa accelerata e poter essere competitivi anche durante la fase di ricostruzione".
"Molto di questo dipenderà dall'Europa", ha sottolineato il sindaco, aggiungendo che "sarebbe utile che qualche commissario europeo prendesse atto della situazione facendo visita questo territorio".
SOCCORRITORI ANCORA AL LAVORO
I soccorritori continuano a scavare tra la macerie, da dove stamani hanno estratto nuovi cadaveri sepolti in vari edifici tra cui la Casa dello studente, una delle strutture più gravemente danneggiate.
L'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe Molinari, che domani alle 11 celebrerà i funerali di Stato insieme al cardinale Tarcisio Bertone, ha riferito a Reuters di aver ricevuto una telefonata dal Papa che ha ribadito la sua volontà di andare in visita nelle zona terremotate.
"Ieri mi ha chiamato il Santo Padre, che mi ha espresso personalmente vicinanza e solidarietà", ha detto il prelato. "Mi ha incaricato di portare oggi il suo saluto e di esprimere la sua vicinanza alla popolazione. Mi ha rassicurato dicendomi che presto sarà qui con noi per una visita".
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TERREMOTO, NAPOLITANO: OCCORRE ESAME DI COSCIENZA
Di fronte allo spettacolo di edifici di recente costruzione, distrutti dal terremoto e che hanno provocato tante vittime, Giorgio Napolitano dice: "Deve esserci un esame di coscienza senza discriminanti né coloriture politiche, riguardo a chi ha avuto responsabilità. Nessuno in questi casi dovrebbe chiudere gli occhi".
"Bisogna vedere - ha aggiunto Napolitano - come sia potuto accadere che non siano state attivate indispensabili norme, che erano state tradotte in legge e chiedersi anche come non siano scattati i necessari controlli. Nessuno in questi casi nessuno dovrebbe chiudere gli occhi. Né chi vende, né chi acquista un immobile. Ma al di là delle responsabilità, bisogna decidere - ha sottolineato il presidente della Repubblica - cosa è possibile fare, affinché tutto ciò non accada mai più. E questo si può fare non con profezie o impossibili previsioni dei terremoti, ma rendendo sicuri gli edifici, anche quelli più antichi".
Anche sul terremoto bisogna parlare il linguaggio della verità, dice Giorgio Napolitano, che vede "irresponsabilità diffuse" di fronte alla tragedia di edifici antisismici ugualmente crollati travolgendo vite umane. Il capo dello Stato cita la frase di "un'esponente dell'opposizione" che ha detto "nessuno è senza colpe". "Credo che abbia ragione", commenta.
Napolitano chiede "un esame di coscienza" che superi le preferenze politiche di ognuno "riguardo a chi ha avuto ragione e chi ha avuto torto o responsabilità in queste cose". L'esponente dell'opposizione che dice "nessuno è senza colpa", commenta Napolitano "é uno che di solito non è incline a fare affermazioni di questo genere". Lo dice come un'annotazione incoraggiante. "Qui non si tratta di liberarsi di ogni responsabilità ma - spiega il capo dello Stato - di capire veramente come sia potuto accadere che non ci sia stata l'attivazione indispensabile di norme di prevenzione che erano state tradotte in legge, o che ci sia stato un difetto nei controlli previsti. Sono irresponsabilità diffuse dei soggetti che in definitiva sono coinvolti nella costruzione di un palazzo o nell'acquisto di una casa. Nessuno in questi casi dovrebbe chiudere gli occhi. Né chi costruisce, né chi acquista, né chi è chiamato a fare i controlli". "E' necessario un esame di coscienza - ribadisce Napolitano - per capire cosa è indispensabile e urgente fare perché mai più ciò accada non affidandosi a profezie o previsioni impossibili ma rendendo sicuri gli edifici di nuova costruzione e anche quelli più antichi".
"Quella che forse mi resterà più impressa dopo questa visita credo sia l'immagine di quella strada di Onna che il sisma ha praticamente disintegrato". Così si è espresso il presidente della Repubblica dopo la sua breve visita nelle zone più colpite dal sisma. "Lì - ha aggiunto Napolitano - non era questione di cemento o di solidità delle strutture: lì si era esposti alla forza brutale della natura". Il capo dello Stato ha concluso poi che porterà con sé anche l'immagine "di tutti quei volti di persone che hanno perso la casa, i familiari e soprattutto di quelli che hanno perso i loro bambini".
Napolitano esprime soddisfazione, "una soddisfazione che inorgoglisce il nostro Paese", rispetto ai soccorsi e agli interventi per assicurare una prima sistemazione agli sfollati del terremoto. "Si è fatto moltissimo, con questo "molto singolare e molto italiano sistema di Protezione civile, che somma soccorritori che appartengono ai corpi dello Stato e volontari". Ma bisogna anche pensare, aggiunge, al dopo, e anche a un dopo successivo. Il "dopo" riguarda la creazione, come si è fatto in occasione di altri terremoti, di alloggi provvisori ma più accoglienti delle tende, in attesa che si ricostruiscano le case che si potranno ricostruire. Perché, sottolinea il capo dello Stato, c'é anche da valutare la situazione di chi non potrà più tornare nella casa che abitava. Ma queste valutazioni, aggiunge, bisognerà farle ancora dopo. "Verrà il tempo per determinare, sulla base di valutazioni concrete e aggiornate, l'orientamento su cosa fare per questo, per maturare un orientamento che oggi sarebbe prematuro annunciare. Oggi dobbiamo solo dire che ci deve essere continuità di impegno da parte dello Stato. Molte delle persone che ho incontrato oggi mi hanno detto: 'Non dimenticateci'. Il mio impegno è questo. Bisogna continuare con lo stesso slancio di questi giorni e trovando le risorse finanziarie necessarie".
Al termine della visita nelle zone terremotate dell'Abruzzo Napolitano si dice "molto colpito" da tutto ciò che ha visto. "Ogni immagine resterà impressa nella mia mente". In particolare, il capo dello Stato parla con "ammirazione" dello sforzo sinergico per i soccorsi, che ha visto sommarsi l'intervento dello Stato centrale con quello delle Regioni e dei Comuni. E anche delle organizzazioni volontarie. La stessa ammirazione, Napolitano la esprime verso la popolazione ricoverata nelle tendopoli: "Ho visto una grande dignità, compostezza e spirito di adattamento. Molti si sono espressi dicendo 'Siamo vivi!', un'espressione che dice l'apprezzamento per aver avuta salva la vita, una consapevolezza che fa accettare tutti i sacrifici necessari per tornare alla normalità". In particolare, Napolitano ha parlato del triste spettacolo della devastazione del borgo di Onna, dove le case si sono sbriciolate e ha trovato la morte il 20-30% degli abitanti. "Lì non c'entra nulla il cemento. Quelle erano povere case contadine, esposte alla furia della natura". "Tra le cose che ricorderò - conclude - c'é la voce di chi mi ha parlato dei suoi cari rimasti sotto le macerie".
"Bisogna vedere - ha aggiunto Napolitano - come sia potuto accadere che non siano state attivate indispensabili norme, che erano state tradotte in legge e chiedersi anche come non siano scattati i necessari controlli. Nessuno in questi casi nessuno dovrebbe chiudere gli occhi. Né chi vende, né chi acquista un immobile. Ma al di là delle responsabilità, bisogna decidere - ha sottolineato il presidente della Repubblica - cosa è possibile fare, affinché tutto ciò non accada mai più. E questo si può fare non con profezie o impossibili previsioni dei terremoti, ma rendendo sicuri gli edifici, anche quelli più antichi".
Anche sul terremoto bisogna parlare il linguaggio della verità, dice Giorgio Napolitano, che vede "irresponsabilità diffuse" di fronte alla tragedia di edifici antisismici ugualmente crollati travolgendo vite umane. Il capo dello Stato cita la frase di "un'esponente dell'opposizione" che ha detto "nessuno è senza colpe". "Credo che abbia ragione", commenta.
Napolitano chiede "un esame di coscienza" che superi le preferenze politiche di ognuno "riguardo a chi ha avuto ragione e chi ha avuto torto o responsabilità in queste cose". L'esponente dell'opposizione che dice "nessuno è senza colpa", commenta Napolitano "é uno che di solito non è incline a fare affermazioni di questo genere". Lo dice come un'annotazione incoraggiante. "Qui non si tratta di liberarsi di ogni responsabilità ma - spiega il capo dello Stato - di capire veramente come sia potuto accadere che non ci sia stata l'attivazione indispensabile di norme di prevenzione che erano state tradotte in legge, o che ci sia stato un difetto nei controlli previsti. Sono irresponsabilità diffuse dei soggetti che in definitiva sono coinvolti nella costruzione di un palazzo o nell'acquisto di una casa. Nessuno in questi casi dovrebbe chiudere gli occhi. Né chi costruisce, né chi acquista, né chi è chiamato a fare i controlli". "E' necessario un esame di coscienza - ribadisce Napolitano - per capire cosa è indispensabile e urgente fare perché mai più ciò accada non affidandosi a profezie o previsioni impossibili ma rendendo sicuri gli edifici di nuova costruzione e anche quelli più antichi".
"Quella che forse mi resterà più impressa dopo questa visita credo sia l'immagine di quella strada di Onna che il sisma ha praticamente disintegrato". Così si è espresso il presidente della Repubblica dopo la sua breve visita nelle zone più colpite dal sisma. "Lì - ha aggiunto Napolitano - non era questione di cemento o di solidità delle strutture: lì si era esposti alla forza brutale della natura". Il capo dello Stato ha concluso poi che porterà con sé anche l'immagine "di tutti quei volti di persone che hanno perso la casa, i familiari e soprattutto di quelli che hanno perso i loro bambini".
Napolitano esprime soddisfazione, "una soddisfazione che inorgoglisce il nostro Paese", rispetto ai soccorsi e agli interventi per assicurare una prima sistemazione agli sfollati del terremoto. "Si è fatto moltissimo, con questo "molto singolare e molto italiano sistema di Protezione civile, che somma soccorritori che appartengono ai corpi dello Stato e volontari". Ma bisogna anche pensare, aggiunge, al dopo, e anche a un dopo successivo. Il "dopo" riguarda la creazione, come si è fatto in occasione di altri terremoti, di alloggi provvisori ma più accoglienti delle tende, in attesa che si ricostruiscano le case che si potranno ricostruire. Perché, sottolinea il capo dello Stato, c'é anche da valutare la situazione di chi non potrà più tornare nella casa che abitava. Ma queste valutazioni, aggiunge, bisognerà farle ancora dopo. "Verrà il tempo per determinare, sulla base di valutazioni concrete e aggiornate, l'orientamento su cosa fare per questo, per maturare un orientamento che oggi sarebbe prematuro annunciare. Oggi dobbiamo solo dire che ci deve essere continuità di impegno da parte dello Stato. Molte delle persone che ho incontrato oggi mi hanno detto: 'Non dimenticateci'. Il mio impegno è questo. Bisogna continuare con lo stesso slancio di questi giorni e trovando le risorse finanziarie necessarie".
Al termine della visita nelle zone terremotate dell'Abruzzo Napolitano si dice "molto colpito" da tutto ciò che ha visto. "Ogni immagine resterà impressa nella mia mente". In particolare, il capo dello Stato parla con "ammirazione" dello sforzo sinergico per i soccorsi, che ha visto sommarsi l'intervento dello Stato centrale con quello delle Regioni e dei Comuni. E anche delle organizzazioni volontarie. La stessa ammirazione, Napolitano la esprime verso la popolazione ricoverata nelle tendopoli: "Ho visto una grande dignità, compostezza e spirito di adattamento. Molti si sono espressi dicendo 'Siamo vivi!', un'espressione che dice l'apprezzamento per aver avuta salva la vita, una consapevolezza che fa accettare tutti i sacrifici necessari per tornare alla normalità". In particolare, Napolitano ha parlato del triste spettacolo della devastazione del borgo di Onna, dove le case si sono sbriciolate e ha trovato la morte il 20-30% degli abitanti. "Lì non c'entra nulla il cemento. Quelle erano povere case contadine, esposte alla furia della natura". "Tra le cose che ricorderò - conclude - c'é la voce di chi mi ha parlato dei suoi cari rimasti sotto le macerie".
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LUCA STUDENTE-PADRE, LASCIA FIGLIA DI 7 MESI
Un amore nato tra i banchi di scuola e ora sepolto sotto le macerie del terremoto che ha colpito l'Abruzzo. Luca Lunari, 20 anni, trovato senza vita stamani sotto ciò che resta della Casa dello studente dell'Aquila, lascia una compagna giovanissima, Giada, 17 anni, e una figlia di appena sette mesi. Una storia d'amore la loro nata tra i banchi del liceo a Rieti, segnata dalla scelta coraggiosa di avere un figlio subito e sepolta sotto la scossa che lunedì ha sconvolto l'Abruzzo. Si erano conosciuti proprio al liceo classico di Rieti, Giada e Luca. Poi sette mesi fa la nascita di Marta. Avevano però, sebbene giovani genitori, continuato a studiare. Luca frequentava la facoltà di Ingegneria Informatica all'Aquila: una vita da studente e padre fuori sede. Si divideva infatti tra l'abitazione dei genitori a Rieti e la Casa dello Studente dell'Aquila, quella dove lo ha trovato la morte. Giada invece studia ancora al liceo e frequenta il conservatorio di musica di Santa Cecilia a Roma. Il suo sogno era fare la pianista.
Era, perché da lunedì Giada, racconta qualche amico, non ha più sogni. Piange e stringe a sé la figlia, incredula. I genitori di Luca non hanno più parole e quelli di Giada piangono e si disperano. "Luca voleva solo studiare, era appassionato della sua materia - dice Cesare Zacchia, il padre di Giada, con la figlia di ritorno dal triste pellegrinaggio all'Aquila -, amava la figlia, la moglie. Giovane, con la passione dei giovani ma le idee chiare. Voleva solo studiare e per quello è morto".
Luca infatti si trovava all'Aquila perché il giorno dopo il terremoto avrebbe dovuto sostenere un esame. I parenti raccontano le ore successive alla scossa: la speranza che lascia il posto alla preoccupazione, poi il dolore, lo strazio. Ora però c'é anche la voglia di raccontare quel ragazzo, anzi quei ragazzi, "perché Giada e Luca erano sempre insieme". "Abbiamo lasciato loro la libertà di scegliere e così è nata Marta - dice Cesare Zacchia -, avevano scelto di educare insieme la bambina, pur rimanendo ognuno a casa dei propri genitori dove reciprocamente si raggiungevano, Giada a Toffia e Luca tra Rieti e la Casa dello studente dell'Aquila". Domani i funerali di Luca a Rieti. Oggi un altro addio ad una giovane vittima reatina: nella chiesa di Sant'Agostino il funerale di Valentina Orlandi. Anche lei giovanissima, 23 anni, anche lei all'Aquila per studiare.
Era, perché da lunedì Giada, racconta qualche amico, non ha più sogni. Piange e stringe a sé la figlia, incredula. I genitori di Luca non hanno più parole e quelli di Giada piangono e si disperano. "Luca voleva solo studiare, era appassionato della sua materia - dice Cesare Zacchia, il padre di Giada, con la figlia di ritorno dal triste pellegrinaggio all'Aquila -, amava la figlia, la moglie. Giovane, con la passione dei giovani ma le idee chiare. Voleva solo studiare e per quello è morto".
Luca infatti si trovava all'Aquila perché il giorno dopo il terremoto avrebbe dovuto sostenere un esame. I parenti raccontano le ore successive alla scossa: la speranza che lascia il posto alla preoccupazione, poi il dolore, lo strazio. Ora però c'é anche la voglia di raccontare quel ragazzo, anzi quei ragazzi, "perché Giada e Luca erano sempre insieme". "Abbiamo lasciato loro la libertà di scegliere e così è nata Marta - dice Cesare Zacchia -, avevano scelto di educare insieme la bambina, pur rimanendo ognuno a casa dei propri genitori dove reciprocamente si raggiungevano, Giada a Toffia e Luca tra Rieti e la Casa dello studente dell'Aquila". Domani i funerali di Luca a Rieti. Oggi un altro addio ad una giovane vittima reatina: nella chiesa di Sant'Agostino il funerale di Valentina Orlandi. Anche lei giovanissima, 23 anni, anche lei all'Aquila per studiare.
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mercoledì 8 aprile 2009
Nuovo BlackBerry Storm
Prime indiscrezioni per quello che sarà il successore del primo touchscreen device di RIM , il BlackBerry Storm. Per ora viene chiamato con il nome di Storm 2 e i rumors al riguardo sono ancora pochi: secondo quanto trapelato in queste ore, il nuovo dispositivo sarà dotato del supporto per le reti Wireless, una delle principali (e per certi versi incomprensibili) assenze dello Storm.
In questo modo il dispositivo potrà competere con più facilità con gli altri prodotti sensibili al tocco presenti sul mercato che supportano tale tecnologia. Un'altra miglioria dello Storm 2 sarebbe legata al display e alla tecnologia touchscreen: l'usabilità sarà ottimizzata e la qualità sarà maggiore rispetto a quella attuale.
Non è chiaro se anche la nuova release sarà dotata dello “schermo cliccabile” oppure questa volta la casa produttrice nord americana opterà per uno schermo touchscreen “puro”. Non si hanno nemmeno informazioni riguardo alla possibile data di lancio del nuovo prodotto: attendiamo, quindi, qualche notizia in più da parte di RIM.
In questo modo il dispositivo potrà competere con più facilità con gli altri prodotti sensibili al tocco presenti sul mercato che supportano tale tecnologia. Un'altra miglioria dello Storm 2 sarebbe legata al display e alla tecnologia touchscreen: l'usabilità sarà ottimizzata e la qualità sarà maggiore rispetto a quella attuale.
Non è chiaro se anche la nuova release sarà dotata dello “schermo cliccabile” oppure questa volta la casa produttrice nord americana opterà per uno schermo touchscreen “puro”. Non si hanno nemmeno informazioni riguardo alla possibile data di lancio del nuovo prodotto: attendiamo, quindi, qualche notizia in più da parte di RIM.
Madonna Dona 500mila sterline alle vittime del Terremoto
La popstar statunitense di origine abruzzese, Madonna, ha deciso di donare 500 mila sterline alle vittime del terremoto in Abruzzo. Lo riferiscono le edizioni online dei principali media britannici. ''Sono felice di poter dare una mano alla citta' da cui provengono i miei antenati'', ha detto Madonna rifiutando di confermare l'entita' della somma donata. Il nonno della cantante, il cui vero nome e' Maria Luisa Ciccone, era originario di Pacentro (L'Aquila).
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Coniglio in agrodolce
Ingredienti per 4 persone: un coniglio di media grandezza; 2 bicchieri di buon vino rosso; due cipolle; tre chiodi di garofano; un ciuffo di prezzemolo; un gambetto piccolo di sedano; un rametto di rosmarino; un rametto di timo; 2 foglie di salvia; una foglia di alloro; 2 cucchiai di zucchero; mezzo bicchiere di aceto di vino (non balsamico!!); un cucchiaio di uvetta; un cucchiaio di pinoli; un cucchiaio di cacao amaro; 50 gr. di lardo; olio extra vergine d'oliva, sale e pepe q.b.
Preparazione: pulire accuratamente il coniglio, tagliarlo a pezzi e metterlo in una terrina. Fare scaldare senza arrivare però all'ebollizione la marinata composta dai seguenti ingredienti: il vino, una cipolla a pezzetti, i chiodi di garofano, il prezzemolo, il rosmarino, il timo, la salvia, l'alloro, il sale e il pepe. Versarla caldissima sul coniglio e lasciarlo riposare per 4/5 ore. Quindi asciugare i vari pezzi, infarinarli e friggerli in una padella con due cucchiai d'olio extra vergine d'oliva insieme con una cipolla sminuzzata e il lardo a pezzetti. Quando avranno preso colore, versare il vino della marinata filtrato e farlo asciugare. A questo punto aggiustare di sale, coprire con acqua e lasciare cuocere a fuoco basso finché non si sarà formata una salsetta densa. Fare fondere in un tegamino lo zucchero e, appena sarà leggermente imbrunito, aggiungere l'aceto, l'uvetta e i pinoli. Versarlo sul coniglio, rimetterlo sul fuoco, spolverarlo col cacao amaro, lasciare cuocere qualche minuto e servire caldo, accompagnato da un purè di patate.
Vino consigliato da Plyost Cucina: Dolcetto d'Alba Doc
Preparazione: pulire accuratamente il coniglio, tagliarlo a pezzi e metterlo in una terrina. Fare scaldare senza arrivare però all'ebollizione la marinata composta dai seguenti ingredienti: il vino, una cipolla a pezzetti, i chiodi di garofano, il prezzemolo, il rosmarino, il timo, la salvia, l'alloro, il sale e il pepe. Versarla caldissima sul coniglio e lasciarlo riposare per 4/5 ore. Quindi asciugare i vari pezzi, infarinarli e friggerli in una padella con due cucchiai d'olio extra vergine d'oliva insieme con una cipolla sminuzzata e il lardo a pezzetti. Quando avranno preso colore, versare il vino della marinata filtrato e farlo asciugare. A questo punto aggiustare di sale, coprire con acqua e lasciare cuocere a fuoco basso finché non si sarà formata una salsetta densa. Fare fondere in un tegamino lo zucchero e, appena sarà leggermente imbrunito, aggiungere l'aceto, l'uvetta e i pinoli. Versarlo sul coniglio, rimetterlo sul fuoco, spolverarlo col cacao amaro, lasciare cuocere qualche minuto e servire caldo, accompagnato da un purè di patate.
Vino consigliato da Plyost Cucina: Dolcetto d'Alba Doc
Amaretti morbidi
Ingredienti: 250 gr di mandorle dolci; 4 mandorle amare; tre albumi; 300 gr di zucchero a velo
Preparazione: Spellare le mandorle. Par farlo più agevolmente è sufficiente tenerle per qualche minuto in acqua bollente. Dopo avere tolto la pellicina, asciugarle e pestarle in un mortaio. In una terrina sbattere energicamente gli albumi con lo zucchero per circa 10 minuti, quindi incorporare il composto alle mandorle e con l'impasto ottenuto formare delle palline grandi come una noce e appena schiacciate, che vanno posizionate su una placca da forno imburrata e infarinata (o foderata con carta da forno). Lasciarle riposare per 6/7 ore, quindi infornare a calore moderato (150°) finché non prendono un bel colore bruno-dorato. Lasciarle raffreddare nella stessa placca. Dovranno risultare croccanti all'esterno e morbide all'interno.
Vino consigliato da Plyost Cucina: Moscato di Pantelleria Doc
Preparazione: Spellare le mandorle. Par farlo più agevolmente è sufficiente tenerle per qualche minuto in acqua bollente. Dopo avere tolto la pellicina, asciugarle e pestarle in un mortaio. In una terrina sbattere energicamente gli albumi con lo zucchero per circa 10 minuti, quindi incorporare il composto alle mandorle e con l'impasto ottenuto formare delle palline grandi come una noce e appena schiacciate, che vanno posizionate su una placca da forno imburrata e infarinata (o foderata con carta da forno). Lasciarle riposare per 6/7 ore, quindi infornare a calore moderato (150°) finché non prendono un bel colore bruno-dorato. Lasciarle raffreddare nella stessa placca. Dovranno risultare croccanti all'esterno e morbide all'interno.
Vino consigliato da Plyost Cucina: Moscato di Pantelleria Doc
Spezzatino di pollo alla soia
Ingredienti: (per 6 persone): circa un chilo di cosce di pollo spezzettate; un porro; un peperone; 2 zucchine; una cipolla; un vasetto di germogli di soia; olio extra-vergine d'oliva; salsa di soia; erba cipollina; sale q.b
Preparazione: Lavare e tritare finemente il porro, il peperone, la cipolla e le zucchine. Versare un paio di cucchiai d'olio in una pentola a pressione e far rosolare il tutto. Unire quindi i pezzetti di pollo girandoli bene finché si rosolino su tutti i lati. Salare, aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco e mezzo bicchiere d'acqua e chiudere la pentola a pressione. Calcolare 13 minuti di cottura dall'inizio del fischio, dopodichè aprire la pentola e completare con i germogli di soia sgocciolati e con uno spruzzo di salsa di soia. Versare il tutto su unpiatto e cospargere di erba cipollina tritata.
Preparazione: Lavare e tritare finemente il porro, il peperone, la cipolla e le zucchine. Versare un paio di cucchiai d'olio in una pentola a pressione e far rosolare il tutto. Unire quindi i pezzetti di pollo girandoli bene finché si rosolino su tutti i lati. Salare, aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco e mezzo bicchiere d'acqua e chiudere la pentola a pressione. Calcolare 13 minuti di cottura dall'inizio del fischio, dopodichè aprire la pentola e completare con i germogli di soia sgocciolati e con uno spruzzo di salsa di soia. Versare il tutto su unpiatto e cospargere di erba cipollina tritata.
Terremoto: notti sul divano con valigia pronta, a Roma e' panico da scosse
A Roma la terra continua a tremare, e ormai fra molti abitanti della Capitale dilaga il 'panico da terremoto'. "Sempre più spesso sento i racconti di tanti romani, soprattutto giovani donne con bambini piccoli, che vivono con ansia questa situazione, di giorno ma soprattutto di notte". Lo spiega all'ADNKRONOS SALUTE la psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente dell'Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico), che già dopo il sisma che ha colpito L'Aquila prevedeva un'epidemia di attacchi di panico.
"Il risultato - racconta - è che oggi tantissime mamme sono incollate alla tv sempre accesa, per seguire l'evolversi della situazione in Abruzzo. Ma il peggio arriva di notte: molte dormono sul divano in soggiorno, con una valigia e le scarpe accanto, al posto del pigiamo indossano la tuta da ginnastica, per essere pronte a prendere i bambini e scappare via in caso di allarme. Chi vive solo, poi, spesso va a dormire in casa di amici". Sono in particolar modo le persone di 35-45 anni a incappare più spesso nel panico da terremoto, insieme agli anziani.
"Una situazione favorita dal fatto che la terra continua a tremare. E dunque siamo sottoposti a un allarme reiterato: non si fa in tempo a rassicurarsi che torna una nuova scossa. Lo sciame sismico - prosegue la psicoterapeuta - ci provoca una sensazione continua di minaccia", anticamera degli attacchi di panico. Tutte conseguenze della paura di morire, e del fatto di avere la responsabilità dei figli spesso piccoli, o di genitori anziani.
"Così molte donne romane, scioccate anche dalle immagini delle mamme abruzzesi che hanno perso tutto, hanno attivato "un meccanismo di controllo per cercare di tranquillizzarsi. L'idea - spiega la Vinciguerra - è che, se un evento drammatico non si può evitare, almeno si cerca di controllarlo, dormendo sul divano con una borsa pronta e i bimbi a portata di mano".
E i mariti? "In camera da letto, perché sono adulti e non hanno necessità di essere protetti o salvati", dice la psicoterapeuta. Quella di dormire sul divano è una soluzione magari non ideale per la schiena, "ma dà l'idea di controllare in qualche modo gli eventi, di essere preparati al peggio, e così permette di abbassare l'ansia". Poi ci sono le persone bloccate dalla paura, che restano paralizzate a ogni scossa e non hanno la forza di fare nulla. "Se avete avuto un attacco di panico, vi siete sentiti bloccati con la sensazione di morire, anche con sudore freddo e palpitazioni dopo aver sentito la casa ballare violentemente sotto i vostri piedi, avete vissuto un'esperienza traumatica molto forte che lascia strascichi e che va affrontata - avverte l'esperta - altrimenti si può strutturare uno stato ansioso con conseguenti attacchi di panico".
Secondo la psicoterapeuta, direttore dell'Uiap (Unità italiana attacchi di panico) presso la clinica Paideia di Roma, "bisogna intervenire prima che avvenga l'interiorizzazione del trauma". L'esperta ricorda che l'Eurodap offre gratuitamente ai romani l'instant therapy: tre incontri gratuiti con gli specialisti per insegnare tecniche di gestione dell'ansia, e l'impostazione a un pensiero positivo. L'appuntamento con lo psicologo potrà essere prenotato chiamando l'Eurodap al numero 328-6174367, o tramite e-mail all'indirizzo info@eurodap.it.
"Il risultato - racconta - è che oggi tantissime mamme sono incollate alla tv sempre accesa, per seguire l'evolversi della situazione in Abruzzo. Ma il peggio arriva di notte: molte dormono sul divano in soggiorno, con una valigia e le scarpe accanto, al posto del pigiamo indossano la tuta da ginnastica, per essere pronte a prendere i bambini e scappare via in caso di allarme. Chi vive solo, poi, spesso va a dormire in casa di amici". Sono in particolar modo le persone di 35-45 anni a incappare più spesso nel panico da terremoto, insieme agli anziani.
"Una situazione favorita dal fatto che la terra continua a tremare. E dunque siamo sottoposti a un allarme reiterato: non si fa in tempo a rassicurarsi che torna una nuova scossa. Lo sciame sismico - prosegue la psicoterapeuta - ci provoca una sensazione continua di minaccia", anticamera degli attacchi di panico. Tutte conseguenze della paura di morire, e del fatto di avere la responsabilità dei figli spesso piccoli, o di genitori anziani.
"Così molte donne romane, scioccate anche dalle immagini delle mamme abruzzesi che hanno perso tutto, hanno attivato "un meccanismo di controllo per cercare di tranquillizzarsi. L'idea - spiega la Vinciguerra - è che, se un evento drammatico non si può evitare, almeno si cerca di controllarlo, dormendo sul divano con una borsa pronta e i bimbi a portata di mano".
E i mariti? "In camera da letto, perché sono adulti e non hanno necessità di essere protetti o salvati", dice la psicoterapeuta. Quella di dormire sul divano è una soluzione magari non ideale per la schiena, "ma dà l'idea di controllare in qualche modo gli eventi, di essere preparati al peggio, e così permette di abbassare l'ansia". Poi ci sono le persone bloccate dalla paura, che restano paralizzate a ogni scossa e non hanno la forza di fare nulla. "Se avete avuto un attacco di panico, vi siete sentiti bloccati con la sensazione di morire, anche con sudore freddo e palpitazioni dopo aver sentito la casa ballare violentemente sotto i vostri piedi, avete vissuto un'esperienza traumatica molto forte che lascia strascichi e che va affrontata - avverte l'esperta - altrimenti si può strutturare uno stato ansioso con conseguenti attacchi di panico".
Secondo la psicoterapeuta, direttore dell'Uiap (Unità italiana attacchi di panico) presso la clinica Paideia di Roma, "bisogna intervenire prima che avvenga l'interiorizzazione del trauma". L'esperta ricorda che l'Eurodap offre gratuitamente ai romani l'instant therapy: tre incontri gratuiti con gli specialisti per insegnare tecniche di gestione dell'ansia, e l'impostazione a un pensiero positivo. L'appuntamento con lo psicologo potrà essere prenotato chiamando l'Eurodap al numero 328-6174367, o tramite e-mail all'indirizzo info@eurodap.it.
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