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giovedì 1 marzo 2012

E' Morto Germano Mosconi

Il mondo del giornalismo è in lutto. E' morto Germano Mosconi, ex caporedattore di Telenuovo ed direttore del Nuovo Veronese. Aveva 79 anni.

Nato a San Bonifacio, nel Veronese, Mosconi ha lavorato per anni nella redazione sportiva dell'Arena di Verona. Negli anni '80, è passato a Telenuovo occupandosi di sport negli anni d'oro dell'Hellas, dalla vittoria dello scudetto alla partecipazione alla Coppa dei Campioni.

Mosconi è diventato famoso in tutta Italia per i numerosi 'fuori onda' caricati su 'YouTube' nei quali si scagliava contro i collaboratori.

E' Morto Lucio Dalla, colpito da un infarto in Svizzera.

Avrebbe compiuto 69 anni il prossimo 4 marzo. Invece, Lucio Dalla è morto per un attacco cardiaco a Montreaux, in Svizzera, dove si trovava per una serie di concerti. Ieri sera a Montreaux, all'Auditorium Stravinsky, poi a Basilea, Lugano e Ginevra. Dalla, fine musicista di jazz, era uno dei più affermati cantautori italiani, con una carriera che sfiora i 50 anni di attività artistica. Aveva appena partecipato all'ultimo festival di Sanremo dirigendo l'orchestra per la canzone Nanì, cantata da Pierdavide Carone.

L'annuncio e il ricordo dei frati francescani

FOTO
La carriera di Dalla


Con Morandi e De Gregori, l'ultimo Dalla
VIDEO
Morto Lucio Dalla, l'esibizione a Sanremo 2012


L'anno che verrà

Lucio Dalla - Caruso
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Sono stati i frati della basilica di San Francesco d'Assisi i primi a dare la notizia della morte di Lucio Dalla. Su Twitter, alle 12.10, cioè ventitre minuti prima dei lanci d'agenzia, il profilo della rivista online San Francesco patrono d'Italia pubblicava la notizia, un servizio di cordoglio e anche l'ultimo racconto scritto da Dalla, con protagonista un francescano. E sono stati gli stessi francescani a informare, su Twitter, Lorenzo Jovanotti.

Questo il ricordo dei frati di Assisi: «È morto Lucio Dalla, dolore e sgomento della comunità francescana conventuale di Assisi per l'improvvisa scomparsa del Cantautore di Dio. I frati del sacro convento sono sicuri e certi che San Francesco lo accoglierà per portarlo alla presenza del Signore. Lucio Dalla è morto dopo aver fatto colazione. Un attacco cardiaco l'ha stroncato mentre si trovava in Svizzera per una serie di concerti».

La carriera e l'affetto degli amici

Musicista di formazione jazz e poi autore dei testi delle sue canzoni, in una fase matura, ha suonato da clarinettista e sassofonista, ma anche da tastierista. Artista prolifico, la sua produzione ha spaziato dal beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d'autore, arrivando a varcare i confini della lirica e della melodia italiana.

«Mi manca l'amico», non un amico. Gianni Morandi appare scosso mentre al Tg1 parla della scomparsa di Lucio Dalla. «Ci conoscevamo dal '63 e eravamo legati anche dal tifo per il Bologna oltre che dalla passione per la musica. Tanti anni di amicizia ci legano. Sentire che ci ha lasciato mi ha colpito, non riesco ancora a riprendermi. Mi manca l'amico». Morandi racconta che Lucio è stato «uno dei più grandi, autore, cantante, musicista, jazzista, un uomo che parlava a tanta gente e sapeva comunicare». Per il conduttore del Festival di Sanremo, che solo pochi giorni fa aveva avuto Dalla in gara all'Ariston con Pierdavide Carone con la toccante «Nanì» , Lucio «è stato un artista unico, a me mancherà come molto anche come grande amico».

Anche Ornella Vanoni, su Twitter, dopo la morte di Lucio Dalla, parla di «Una notizia come un fulmine, un vuoto al quale non riesco a credere, il cuore si rifiuta di soffrire per l'impossibile».

«Un musicista, un poeta, un cantautore bravissimo... Sono sicuro che sarà studiato a scuola». È invece il commento di Renzo Arbore alla morte di Lucio Dalla: «un artista che aveva una vena originale non mutuata da altri». Arbore, dai microfoni del Tgcom24, non nasconde il «profondo dolore» per la scomparsa e «i molti ricordi comuni».

«L'ho sentito ieri sera, è vivissimo». Roberto Serra, bolognese amico storico di Lucio Dalla e fotoreporter di professione, non voleva credere alle notizie che arrivano da Montreux. «Non è possibile, mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso». «Era contento per un'intervista che gli avevano fatto - ha cambiato verbo Serra quando è stato chiaro che l'amico era scomparso per un attacco cardiaco - e per il tour europeo che aveva appena cominciato. Diceva che era emozionante ritrovare i luoghi di un analogo tour di trent'anni fa e di trovare, pur nella diversità delle situazioni, la stessa positiva risposta di pubblico di allora. Era a Zurigo, Stava andando a Montreux, era felice». Il suo ultimo viaggio.

mercoledì 29 febbraio 2012

Google dedica un Doodle per il 220° anniversario della nascita di Gioacchino Rossini

Cliccando sul Doodle Google si ottengono i risultati della chiave di ricerca ‘Gioacchino Rossini’, mentre scorrendo il mouse si legge ‘220° anniversario della nascita di Gioacchino Rossini / Anno Bisestile’.
In occasione del 220° anniversario della nascita del compositore pesarese, Google dedica il suo doodle Google a Gioacchino Rossini. Gli studenti del Liceo Artistico Mengaroni hanno creato ed inviato il progetto a Google, Big G ha gradito a tal punto che ha deciso di mostrarlo al mondo per tutto il 29 febbraio. Una composizione semplice ed allegra, colori accesi ed allegria latente, così si presenta la creazione degli studenti pesaresi. Un indizio che serve a spiegare la presenza delle rane raffigurate nella composizione:
In inglese gli anni bisestili, infatti, vengono chiamati leap year, ma to leap significa anche saltare, proprio come fanno gli anfibi che nell’immagine sono chiamati a raffigurare il Barbiere di Siviglia (celebre opera di Rossini) e probabilmente i genitori del compositore, padre suonatore d’orchestra e madre cantante lirica. Anche nel 2004 e nel 2008 Google usò le rane per sottolineare la particolarità nel calcolo del tempo, il ’salto temporale’ al quale assistiamo negli anni bisestili.
Secondo alcuni, però, nell’immagine ci sarebbe un ulteriore sottotesto. Il richiamo, infatti, potrebbe essere rivolto al cartone animato del 1955, One Froggy Evening, scritto da Michael Maltese e diretto da Chuck Jones che, al suo interno, conteneva Largo Al Factotum, aria tra le più conosciute de Il Barbiere di Siviglia.

domenica 29 gennaio 2012

E' Morto l'Ex presidente della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro

È morto l’ex presidente Oscar Luigi Scalfaro. Aveva 93 anni, è stato al Quirinale dal 1992 al 1999 e parlamentare per l’intera storia repubblicana Il presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi ScalfaroIl presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro MILANO - Il presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, è morto nella notte nella sua abitazione di Roma. Aveva 93 anni. La notizia del decesso è stata diffusa inizialmente via Twitter, alle 8.07, da Alberto Gambino, un giurista, che è stato anche collaboratore dell’ex capo di Stato: «Con un sorriso ci ha lasciato il presidente Scalfaro, grande uomo». I funerali avranno luogo in forma privata lunedì alle 14 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, nel cuore della Capitale. Per consentire a chiunque lo vorrà di portare un proprio saluto, sarà allestita una camera ardente nella chiesa di Sant’Egidio, sempre lunedì, dalle 10.30 alle 13.30. UNA VITA PER LE ISTITUZIONI - Nato a Novara il 9 settembre 1918, vedovo di Maria Inzitari dalla quale ha avuto una figlia, Marianna, si era laureato in Giurisprudenza nel 1941. E’ stato capo dello Stato dal 1992 al 1999 e prima della nomina al Quirinale è stato ininterrottamente deputato per l’intera storia repubblicana, a partire dal primo Parlamento eletto nel 1948 e, prima ancora, dall’assemblea Costituente del 1946. Più volte ministro, non è mai stato presidente del Consiglio: nell’aprile del 1987, dopo le dimissioni di Bettino Craxi, l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga gli conferì l’incarico di formare il nuovo governo ma, constatata l’impossibilità di comporre un gabinetto di coalizione, Scalfaro rinunciò all’incarico dichiarandosi indisponibile a formare un governo monocolore democratico-cristiano. Così come era successo a due altri suoi predecessori, Pertini e De Nicola, ha ricoperto anche le altre due principali cariche dello Stato, ovvero la presidenza del Senato, seppure in via provvisoria all’inizio della XV legislatura, e quella della Camera. Sul banco principale di Montecitorio sedette dal 24 aprile 1992 al 25 maggio dello stesso anno, quando venne appunto eletto presidente della Repubblica. Nel ruolo di numero uno dell’Assemblea fu lui stesso a leggere ad alta voce lo spoglio delle schede della votazione delle Camere riunite in seduta comune che portò alla sua elezione al Quirinale. Oscar Luigi Scalfaro, le immagini Oscar Luigi Scalfaro, le immagini Oscar Luigi Scalfaro, le immagini Oscar Luigi Scalfaro, le immagini Oscar Luigi Scalfaro, le immagini Oscar Luigi Scalfaro, le immagini E UN GIORNO DISSE: «NON CI STO» - La sua presidenza è stata particolarmente significativa: eletto due giorni dopo la strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta. Nel corso del settennato dovette gestire il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica e la transizione dagli anni di Tangentopoli. Celebre la sua frase «non ci sto», pronunciata la sera del 3 novembre 1993 a reti unificate, per difendersi dalle accuse di avere gestito fondi neri ad uso personale nell’epoca in cui era stato ministro dell’Interno. In quell’occasione Scalfaro parlò di «gioco al massacro» e imputò l’esplosione dello scandalo Sisde ad un tentativo di infangare la presidenza della Repubblica come ritorsione della vecchia classe politica che le inchieste di «Mani Pulite» avevano decimato. Quando disse: «Io non ci sto» «ESEMPIO DI INTEGRITA’» - Immediato il cordoglio espresso dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla diffusione della notizia del decesso. «È con profonda commozione che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del paese, e l’amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato - ha detto in una nota il capo dello Stato -. È stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell’Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale. Si è identificato con il Parlamento - ha aggiunto Napolitano, che in mattinata ha reso visita alla salma -, cui ha dedicato con passione la più gran parte del suo impegno. Da uomo di governo, ha lasciato l’impronta più forte nella funzione da lui sentitissima di ministro dell’Interno. Da Presidente della Repubblica, ha fronteggiato con fermezza e linearità periodi tra i più difficili della nostra storia. Da uomo di fede, da antifascista e da costruttore dello Stato democratico, ha espresso al livello più alto la tradizione dell’impegno politico dei cattolici italiani». «Si è battuto convintamente per tutta la vita per l’affermazione degli ideali in cui credeva e per una Italia sempre più forte, democratica e unita» ha detto invece il presidente della Camera, Gianfranco Fini. «Si è sempre impegnato a rafforzare la Repubblica fondata sulla Carta Costituzionale di cui fu costantemente strenuo difensore - ha aggiunto Fini -, nella convinzione che essa dovesse rappresentare in ogni circostanza la stella fissa su cui orientare l’azione nella contingenza delle scelte politiche». E il presidente del Senato, Renato Schifani: «Ha incarnato e presenta ai cittadini di oggi e di domani un’immagine della Repubblica cui tutti teniamo gelosamente: una Repubblica baluardo dei diritti dell’uomo e della pace, impegnata nel promuovere il protagonismo responsabile delle parti sociali, sollecita nel richiamare ciascuno all’adempimento dei propri doveri di solidarietà». ] È morto l'ex presidente Oscar Luigi Scalfaro
Aveva 93 anni, è stato al Quirinale dal 1992 al 1999 e parlamentare per l'intera storia repubblicana

Il presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi ScalfaroIl presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro
MILANO - Il presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, è morto nella notte nella sua abitazione di Roma. Aveva 93 anni. La notizia del decesso è stata diffusa inizialmente via Twitter, alle 8.07, da Alberto Gambino, un giurista, che è stato anche collaboratore dell'ex capo di Stato: «Con un sorriso ci ha lasciato il presidente Scalfaro, grande uomo». I funerali avranno luogo in forma privata lunedì alle 14 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, nel cuore della Capitale. Per consentire a chiunque lo vorrà di portare un proprio saluto, sarà allestita una camera ardente nella chiesa di Sant'Egidio, sempre lunedì, dalle 10.30 alle 13.30.

UNA VITA PER LE ISTITUZIONI - Nato a Novara il 9 settembre 1918, vedovo di Maria Inzitari dalla quale ha avuto una figlia, Marianna, si era laureato in Giurisprudenza nel 1941. E' stato capo dello Stato dal 1992 al 1999 e prima della nomina al Quirinale è stato ininterrottamente deputato per l'intera storia repubblicana, a partire dal primo Parlamento eletto nel 1948 e, prima ancora, dall'assemblea Costituente del 1946. Più volte ministro, non è mai stato presidente del Consiglio: nell’aprile del 1987, dopo le dimissioni di Bettino Craxi, l'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga gli conferì l’incarico di formare il nuovo governo ma, constatata l’impossibilità di comporre un gabinetto di coalizione, Scalfaro rinunciò all’incarico dichiarandosi indisponibile a formare un governo monocolore democratico-cristiano. Così come era successo a due altri suoi predecessori, Pertini e De Nicola, ha ricoperto anche le altre due principali cariche dello Stato, ovvero la presidenza del Senato, seppure in via provvisoria all'inizio della XV legislatura, e quella della Camera. Sul banco principale di Montecitorio sedette dal 24 aprile 1992 al 25 maggio dello stesso anno, quando venne appunto eletto presidente della Repubblica. Nel ruolo di numero uno dell'Assemblea fu lui stesso a leggere ad alta voce lo spoglio delle schede della votazione delle Camere riunite in seduta comune che portò alla sua elezione al Quirinale.

Oscar Luigi Scalfaro, le immagini Oscar Luigi Scalfaro, le immagini Oscar Luigi Scalfaro, le immagini Oscar Luigi Scalfaro, le immagini Oscar Luigi Scalfaro, le immagini Oscar Luigi Scalfaro, le immagini

E UN GIORNO DISSE: «NON CI STO» - La sua presidenza è stata particolarmente significativa: eletto due giorni dopo la strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta. Nel corso del settennato dovette gestire il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica e la transizione dagli anni di Tangentopoli. Celebre la sua frase «non ci sto», pronunciata la sera del 3 novembre 1993 a reti unificate, per difendersi dalle accuse di avere gestito fondi neri ad uso personale nell'epoca in cui era stato ministro dell'Interno. In quell'occasione Scalfaro parlò di «gioco al massacro» e imputò l'esplosione dello scandalo Sisde ad un tentativo di infangare la presidenza della Repubblica come ritorsione della vecchia classe politica che le inchieste di «Mani Pulite» avevano decimato.

Quando disse: «Io non ci sto»

«ESEMPIO DI INTEGRITA'» - Immediato il cordoglio espresso dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla diffusione della notizia del decesso. «È con profonda commozione che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del paese, e l'amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato - ha detto in una nota il capo dello Stato -. È stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell'Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale. Si è identificato con il Parlamento - ha aggiunto Napolitano, che in mattinata ha reso visita alla salma -, cui ha dedicato con passione la più gran parte del suo impegno. Da uomo di governo, ha lasciato l'impronta più forte nella funzione da lui sentitissima di ministro dell'Interno. Da Presidente della Repubblica, ha fronteggiato con fermezza e linearità periodi tra i più difficili della nostra storia. Da uomo di fede, da antifascista e da costruttore dello Stato democratico, ha espresso al livello più alto la tradizione dell'impegno politico dei cattolici italiani».
«Si è battuto convintamente per tutta la vita per l'affermazione degli ideali in cui credeva e per una Italia sempre più forte, democratica e unita» ha detto invece il presidente della Camera, Gianfranco Fini. «Si è sempre impegnato a rafforzare la Repubblica fondata sulla Carta Costituzionale di cui fu costantemente strenuo difensore - ha aggiunto Fini -, nella convinzione che essa dovesse rappresentare in ogni circostanza la stella fissa su cui orientare l'azione nella contingenza delle scelte politiche». E il presidente del Senato, Renato Schifani: «Ha incarnato e presenta ai cittadini di oggi e di domani un'immagine della Repubblica cui tutti teniamo gelosamente: una Repubblica baluardo dei diritti dell'uomo e della pace, impegnata nel promuovere il protagonismo responsabile delle parti sociali, sollecita nel richiamare ciascuno all'adempimento dei propri doveri di solidarietà».

giovedì 8 dicembre 2011

Ritrovata la Salma di Mike Bongiorno

È stato rintracciato questa sera nelle campagne di Vittuone, in provincia di Milano, da un passante che ha notato la targa sulla quale sono incisi il nome e le date di nascita e morte del presentatore.

Nonostate questo, la certezza che il corpo sia proprio quello di Bongiorno si avrà soltanto dopo gli esami della Scientifica. Il figlio Niccolò, che tempo fa si era rivolto persino alla trasmissione Chi l'ha visto?, ha detto che se così fosse, "sarebbe bellissimo. Spero sia vero". Gli fa eco il fratello Michele: "Adesso stiamo decisamente meglio, siamo felicissimi che sia stato ritrovato il corpo, anche perchè è sempre stata l’unica cosa che ci interessava davvero". Nei mesi scorsi sono giunte varie segnalazioni. Due persone sono state persino arrestate per essersi spacciate per i ladri della bara e aver chiesto un cospicuo riscatto alla famiglia.

La salma era in una zona del parco sud del paesino, in una stradina a traffico limitato dove, oltre ai pochi residenti, passano solo ciclisti. Il sindaco di Vittuone, Enzo Tenti, descrive la zona come "molto tranquilla, una zona dove ci sono poche cascine e la gente ci va solo per fare una passeggiata o per correre". Secondo Tenti è alquanto difficile che il feretro si trovasse lì da tempo: "Penso che lo avrebbero notato, i passanti avrebbero visto se ci fosse stata una bara".

La notizia ha rallegrato anche uno degli ultimi partner di Bongiorno, Rosario Fiorello che su Twitter ha scritto: "Evviva! Mike è stato trovato. L'ho appena saputo. Bellissimo regalo di Natale alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene!". E ha aggiunto: "Un fortissimo abbraccio aDaniela Nicolo',Michele, Leolino!! #allegriaaaaaa"

mercoledì 16 novembre 2011

Le prime verità scientifiche di ciò che accadrà nel 2012.

"Secondo studi da noi effettuati ed informazioni pervenuteci da svariate fonti, il 21 dicembre del 2012 la rotazione della nostra Terra sul proprio asse subirà una fermata che durerà 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici. Questa fermata darà probabilmente luogo a eventi climatici e sismici anomali di grandi proporzioni e l’umanità subirà molte perdite.

Pare che il fenomeno legato al 2012 sia del tutto naturale per la nostra Terra e che, stando al computo del tempo del calendario Maya basato sulla "precessione degli equinozi", si manifesti con regolarità ogni 12.960 anni (a seconda dell'attendibilità delle fonti questa cifra risulta diversa, anche se poi tutte le interpretazioni sono concordi riguardo alla data del 2012, inizio dell'era dell'Acquario). E anche se a tutto oggi ci viene taciuto, sembrerebbe noto anche alla scienza ufficiale che sfrutterebbe, tra i numerosi metodi di datazione, proprio l’inversione magnetica terrestre.

La Terra avrebbe iniziato la sua fase di rallentamento già intorno agli anni ’60 del novecento (primi rilevamenti effettuati), un rallentamento iniziale di portata sicuramente infinitesimale, ma che comunque è stato taciuto. Questa lenta frenata avrebbe un andamento esponenziale e non lineare, perciò si avrebbe una fase iniziale del rallentamento quasi "nulla" ed una finale molto accentuata. In pratica, se disegnassimo su un piano cartesiano gli anni sull’asse x e la velocità di rotazione sull’asse y, otterremmo una linea appena inclinata che va dall’anno 1960 fino al 2002 circa, cioè pari ad un lievissimo rallentamento, mentre dal 2003 al 2012 vedremmo la linea incurvarsi velocemente fino a orientarsi verticalmente, cioè fino alla totale fermata. Questo giustificherebbe l’ignoranza di quasi tutta l’umanità in proposito. Per chi non è munito dei giusti mezzi di misurazione, un minuto in più o in meno nell’arco di un anno fa poca differenza. Nell’epoca attuale, però, ci troviamo a perdere ormai alcuni minuti ogni anno, ovvero i giorni si stanno allungando, ma la disattenzione umana unita al sofisticato sistema di occultazione, ne rendono difficile il rilevamento. Abbiamo provato a misurare con metodo empirico, non avendone altri a disposizione, il rallentamento della rotazione terrestre. Dal luglio dell’anno 2004 al luglio dell’anno 2005, secondo le nostre osservazioni, la Terra ha rallentato di circa 3 minuti. E dal luglio dell’anno 2005 al luglio dell’anno 2006 di circa 5 minuti.

Si prevede che le conseguenze più importanti nei due/tre anni che precederanno e seguiranno l’anno 2012, saranno soprattutto di carattere meteorologico e sismico. Per via dell’anomalo riscaldamento e raffreddamento della crosta terrestre, dovuto ai giorni e alle notti più lunghe, il clima subirà un temporaneo stravolgimento a causa del quale potremo avere piogge e venti di grande entità (cosa che in piccola parte si sta già verificando). I mari e gli oceani potrebbero straripare dai loro attuali confini in conseguenza alla repentina frenata della rotazione e all’assestamento della crosta terrestre, cosa quest'ultima che darà origine inoltre a eventi tellurici di grandi proporzioni. Per il genere umano sarà un duro colpo, ma come è già avvenuto a cadenze regolari nelle epoche del passato, gran parte dell’umanità sopravvivrà."

domenica 2 ottobre 2011

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venerdì 30 settembre 2011

Anticipazioni Quarta puntata di Sangue Caldo

Stasera andrà in onda su Canale 5 la quarta puntata di Sangue Caldo, la fiction con protagonista Manuela Arcuri, che sta appassionando tanti connazionali. La trama ci riserverà nuovi interessanti sviluppi e immancabili colpi di scena, come quello che ha chiuso l’episodio della settimana scorsa. Scopriamo che cosa accadrà oggi con le nostre anticipazioni.


Alla fine della terza puntata di Sangue Caldo, abbiamo infatti assistito alla tragica morte di Claudia (Karin Giegerich): la donna aveva scoperto la profonda infatuazione del marito, il commissario Mauro Malaspina (Vincent Spano), nei confronti di Antonia (Manuela Arcuri). Al culmine della frustrazione, Claudia ha affrontato il coniuge e nella colluttazione che ne è seguita la donna è precipitata dalle scale: Malaspina l’ha lasciata cadere e Claudia è morta.
Antonia è distrutta dal dolore per la perdita di quella che considerava come una seconda madre e decide di restare al fianco del commissario per aiutarlo a superare il lutto. Nel frattempo, però, la ragazza frequenta sempre più spesso l’avvocato Manuele (Giulio Berruti): il giovane sta seguendo il suo caso e i due si scoprono innamorati. Il loro avvicinamento scatenerà la gelosia di Malaspina, sempre più ossessionato da Antonia.
Intanto, anche Enea (Francesco Testi) e Matilde (Debora Antonaci) saranno travolti dalla passione, mentre Sergio (Raniero Monaco di Lapio) finirà in ospedale a causa di un’infezione al braccio.
In tutto questo, Gianni Fontana (Bruno Eyron) evaderà dal carcere e cercherà di chiudere i conti con il passato.
Ci aspetta una puntata ricca di avvenimenti, non perdetela: appuntamento stasera alle 21.10, su Canale 5.

venerdì 9 settembre 2011

Stasera Quarto Grado sfida Sangue Caldo

La serata tv del 9 settembre 2011 ci propone come appuntamento più atteso la prima puntata di Sangue Caldo con Gabriel Garko, Manuela Arcuri e Asia Argento su Canale 5. Ma su Rete 4 inizia anche Quarto grado condotta da Salvo Sottile e che si occuperà in primo piano di Sarah Scazzi e del processo del caso di Avetrana. Rai 1 punta su una replica di prima qualità, Pretty woman con Julia Roberts è sempre seguitissima nonostante i 21 anni d’età. Mentre su Rai 3 ci sarà il bellissimo film di Bellocchio dal titolo Vincere che racconta la storia di Ida Dalser.Secondo le pagine facebook di "Salvo Sottile" e "Sangue Caldo" Ci possiamo aspettare share altissimi per entrambi i programmi,domani mattina potremo annunciare il vincitore.

Vediamo nel dettaglio cosa ci offre la serata tv.

pretty woman su rai 1RAI 1 – Pretty Woman: è un film cult del 1990 con Richard Gere, Julia Roberts, Ralph Bellamy, Jason Alexander, Laura San Giacomo, Hector Elizondo, Alex Hyde-White, Amy Yasbeck. La trama è nota a tutti: un ricco uomo solitario ha un incontro con una escort e finisce di innamorarsi della sua bellezza e simpatia fino a farla diventare la donna della sua vita.


ncis su rai 2RAI 2 – Ncis: Los Angeles: torna l’appuntamento con la squadra anticrimine di Rai 2 con sede a Los Angeles. Questo telefilm ha come protagonisti gli agenti della “Naval Criminal Investigative Service” della Marina degli Stati uniti.Nella puntata di stasera andranno in onda gli episodi “La teoria della cospirazione”, “Fratellanze” e “Stella d’argento”.


vincere su rai 3RAI 3 – Vincere: è un film biografico del 2009 di Marco Bellocchio con Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Fausto Russo Alesi, Pier Giorgio Bellocchio, Michela Cescon, Corrado Invernizzi, Paolo Pierobon, Corinne Castelli, Fabrizio Costella, Bruno Cariello, Francesca Picozza, Simona Nobili. Si racconta la storia di Ida Dalser e della sua relazione con Benito Mussolini che la fece internare in un manicomio.

mercoledì 7 settembre 2011

Morte le gemelline siamesi, Lucia e Rebecca non ce l'hanno fatta.

Purtroppo le piccole Lucia e Rebecca, le due gemelline siamesi nate lo scorso giugno all'ospedale bolognese Sant'Orsola , non ce l'hanno fatta. Le piccole sono morte ieri sera intorno alle 20.40, ma già nel pomeriggio la situazione era apparsa critica a causa di un aggravamento delle condizioni generali e di una modesta risposta ai trattamenti.