martedì 7 aprile 2009

ULTIMA NOTIZIA ! ALTRA SCOSSA DI TERREMOTO IN ABRUZZO

Pochi secondi fa un'altra scossa ha fatto tremare per alcuni secondi la terra. Molte delle case già lesionate sono venute giù e anche il simbolo della città, all'ingresso dell'Aquila, a Porta Napoli, è venuto giù. Paura su un palazzo parzialmente crollato per i vigili del fuoco che erano impegnati a soccorrere alcuni feriti.

Terremoto Abruzzo - Aumentano Paurosamente Le vittime del terremoto

Il bilancio si aggrava. Sono 207 i morti accertati nel terremoto che ha devastato l’Abruzzo la notte tra domenica e lunedì. Almeno 17 delle vittime non sono state ancora identificate. I dispersi sono 15 e circa 1.000 i feriti, di cui 100 gravi. Gli sfollati sono complessivamente 17.000, di cui 10.000 a L’Aquila e 7.120 nella provincia. Lo ha dichiarato il premier Silvio Berlusconi. La procura dell’Aquila ha aperto un’inchiesta per disastro e omicidio colposo nei confronti delle 207 vittime ipotizzando responsabilità nella costruzione degli edifici crollati. Si tratta, viene specificato, di un atto dovuto.

lunedì 6 aprile 2009

Un altra piccola scossa in abruzzo nella zona del ponte crollato.

Nella zone dove è crollato il ponte c'è stata una piccola scossa di terremoto, una delle ultime sicuramente, il ponte da questa scossa è completamente affondato sott'acqua, Alcune persone che vivono al di là del fiume dicono queste parole:

-<< Le nostre case al di là del fiume potrebbero essere anche se danneggiate ancora abitabili, perfavore fateci passare il fiume per prendere le nostre cose, sappiamo che le case sono pericolanti, ma vogliamo solo i nostri vestiti e delle scorte di cibo.>>

La gente vorrebbe un nuovo ponte o una "barca traghetto" per arrivare nelle loro case, ma questo ancora non è possibile.

Ultime Notizie Dalle Cause del Terremoto ad Abruzzo.

I Morti sono 106, infatti sono stati trovati 14 morti sotto le macerie di un ufficio a 2 piani, i feriti sono 1524 percè 24 persone sono state trovate sotto delle macerie di una palazzina, tra polvere e pezzi di mattoni. Dal Fiume dove crollò alle 11.34 il ponte , è stato ritrovato VIVO un 32enne, ma è gravemente ferito. Pe ora è tutto da Plyost, mi raccomando seguiteci oggi saremo sempre aggiornati !

I MORTI SONO OLTRE 92 , ANCORA 1500 I FERITI

Lo hanno riferito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ad una conferenza stampa nel capoluogo abruzzese, per fare il punto della situazione dopo la scossa di magnitudo 5.8 sulla scala Richter (l'ottavo grado della scala Mercalli), che ha colpito intorno alle 3:30 di stanotte con epicentro a un km dall'Aquila e che è stata sentita in diverse regioni.

Le autorità hanno precisato che il bilancio delle vittime e degli sfollati è ancora provvisorio ed è destinato a salire col passare delle ore, anche se cifre attendibili non potranno essere date prima che trascorrano i tempi tecnici di 12- 24 ore.

"Si è parlato di oltre 50 vittime, è un numero che ho dato io al presidente del Consiglio, ma ho spiegato che le vittime sono anche superiori alle 70 in questo momento", ha detto Bertolaso, che è stato nominato per decreto commissario straordinario, aggiungendo che si è trattato di un "terremoto molto grave, dannoso e violento" per i numerosi crolli, che "creerà parecchi problemi nell'opera di soccorso e di gestione degli sfollati". Alcuni media parlano di oltre 90 morti.

Berlusconi -- che ha rinunciato ad una missione in Russia prevista oggi per recarsi all'Aquila -- ha invitato i residenti a lasciare la zona, perché "non c'è nessuno che possa dire che non ci saranno altre scosse nelle prossime ore o prossimi giorni". Proprio durante la conferenza stampa, è stata avvertita un'altra scossa.

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha sottolineato che si tratta di un sisma "dalle grandi dimensioni, come forse non se ne ricordano negli ultimi decenni", mentre il presidente della Camera Gianfranco Fini, parlando in parlamento, ha precisato che sono "numerosissimi gli edifici crollati e che alcuni paesi della zona sono stati distrutti pressoché totalmente".

All'Aquila -- dove i soccorritori lavorano incessantemente, scavando a mano per evitare l'uso dei mezzi meccanici nel recupero dei superstiti sotto le macerie -- sono crollati diversi palazzi, tra cui parte della Casa dello Studente, chiese e beni storici e artistici della città, il cui centro storico è stato dichiarato inagibile.

Molti crolli ed edifici lesionati si sono registrati in circa 26 paesini della provincia -- tra cui Paganica, Tornimparte, Poggio Picense, Villa Sant'Angelo e Fossa -- e gli sfollati risultano essere intorno ai 45-50.000.

Solo nella cittadina di Onna, 10 persone sono morte, secondo quanto riferito da un fotografo Reuters che ha visto una mamma e la sua bambina portate via nella stessa bara.

Tutte le scuole della provincia sono state chiuse.

"PEGGIOR TRAGEDIA DI INIZIO MILLENNIO"

"E' la peggiore tragedia di questo inizio millennio", ha detto stamani Bertolaso, sottolineando che l'intensità del sisma -- considerato non prevedibile -- è paragonabile se non superiore al terremoto che ha colpito l'Umbria e le Marche nel 1997, che provocò danni molto ingenti e 11 morti.

Non è stato ancora fissato una stima dei danni materiali ma stasera il consiglio dei ministri convocato per le 19 varerà "gli stanziamenti economici necessari" per far fronte all'emergenza.

"Per il fatto economico non ci sono problemi. Il governo ha a disposizione i capitoli di spesa necessari, ha attivato il fondo catastrofi della Unione europea", ha detto il premier, invitando a rinviare le varie iniziative di aiuti a un secondo momento, una volta superata l'emergenza per la quale "abbiamo ciò che serve".

Una nota informa che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, "profondamente colpito" dalle notizie che arrivano dalle zona del terremoto, è in stretto contatto con il capo della Protezione civile. Anche il Papa ha detto di stare pregando per le vittime, mentre solidarietà è stata espressa anche dal presidente americano Barack Obama e dal russo Dimitry Medvedev.

BERTOLASO: SCOSSA NON PREVEDIBILE

Bertolaso ha sottolineato che il sisma, preceduto la settimana scorsa da diverse scosse più leggere -- il cosiddetto sciame sismico -- non era assolutamente prevedibile.

"La scorsa settimana la Commissione grandi rischi presieduta dal professore Franco Barberi si era riunita a L'Aquila su mia richiesta", ha spiegato. "Ha fatto riunioni con tutti i più importanti sismologi d'Italia. La conclusione della Commissione, massimo organo tecnico scientifico d'Italia, era che non si poteva assolutamente prevedere che cosa sarebbe accaduto nei giorni successivi".

Anche Enzo Boschi, direttore dell'Istituto di geofisica e vulcanologia, ha sottolineato che è impossibile prevedere quando una scossa arriverà, nonostante l'annuncio fatto la settimana scorsa da un ricercatore, Giampaolo Giuliani, che considerava imminente un nuovo forte terremoto nella zona e che per questo è stato denunciato per procurato allarme.

"C'è una lunga sequenza sismica in corso da alcuni mesi nella regione e per l'immediato futuro possiamo aspettarci altre scosse ma non dell'intensità di questa notte", ha spiegato Boschi. "Noi possiamo sapere dove si verificherà un terremoto, ma non quando", ha aggiunto, sottolineando che "bisognerebbe semmai fare un po' di prevenzione per evitare che questi eventi provochino conseguenze di queste dimensioni".

Boschi ha ricordato che "per quella zona degli Abruzzi abbiamo avuto in passato sismi fino ad un livello di magnitudo 7", come quello di Avezzano nel 1915, considerato il più forte terremoto mai registrato nella regione.

Per quanto riguarda gli sfollati, sono stati predisposti cinque centri dove si stanno dirigendo le colonne della Protezione civile con tende, cucine da campo e altre strutture di assistenza e soccorso per i senza tetto.

STRADE E LINEE FERROVIARIE CHIUSE

Enel ha riferito che la situazione elettrica nelle zone colpite dal sisma è sotto controllo e che le uniche utenze non alimentate sono quelle degli edifici gravemente danneggiati o crollati, mentre la rete gas nelle aree colpite del comune dell'Aquila è stata disalimentata su richiesta dei vigili del fuoco.

L'autostrada A24 Roma-L'Aquila sarà riaperta domani al traffico automobilistico per consentire oggi l'arrivo dei soccorsi e restano chiuse anche due strade provinciali. Le Ferrovie dello Stato hanno invece reso noto che il sisma ha danneggiato l'edificio dove ha sede l'impianto di telecomando delle stazioni della linea Terni Sulmona e che restano chiuse per accertamenti le linee regionali Sulmona-Tivoli e Sulmona-Carpinone.

L'Italia si stringe intorno all'Aquila

È durata solo alcuni secondi, la terribile scossa dell'ottavo-nono grado della scala Mercalli registrata ieri sera, alle 21.10, dalle stazioni dell'Istituto nazionale di Geofisica in una zona al confine tra l' Abruzzo e l' alto Lazio. Epicentro del terremoto, il più forte registrato in Italia negli ultimi anni, è stata l' area tra Montereale, Campotosto (L' Aquila) e il comune di Amatrice. Al momento si stimano almeno 92 vittime di cui 4 bambini, 1500 i feriti, oltre ai 50.000 sfollati, ma il bilancio del terremoto è destinato a salire. Sono, infatti, migliaia gli edifici gravemente lesionati e molti quelli completamente crollati. Numerose le chiamate ai vigili del fuoco e ai carabinieri.

Il violento sisma ha toccato anche il mondo dello sport. Lorenzo Sebastiani pilone ventenne dell'Aquila Rugby, purtroppo non ce l'ha fatta. Si segnala, l'eroismo dei giocatori della sua squadra, da sempre caposaldo della palla ovale italiana, che si sono adoperati per portare in salvo anziani in difficoltà. Alcuni di essi, hanno salvato dalla morte tre donne anziane rimaste prigioniere sotto le macerie della loro abitazione. Uno dei ragazzi dell'Aquila, Dario Pallotta, una volta riuscito ad estrarre le donne, si e' addirittura caricato sulle spalle una di esse, inferma, senza staccarle la bombola di ossigeno indispensabile per la respirazione. Il salvataggio è avvenuto scavando a mani nude tra i palazzi sbriciolati, come si sta facendo in molte altre abitazioni dove si presume possano esserci dei corpi sotto le macerie. I ragazzi de L'Aquila Rugby sarebbero poi accorsi all'ospedale della città, gravemente danneggiato dal terremoto, e starebbero aiutando i soccorritori a trasportare i pazienti nei reparti ancora agibili.

Intanto sono saltate sia le linee elettriche che quelle telefoniche e al momento l'autostrada A24, così come quella di Pescara, è stata interrotta al traffico. Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha invitato a rimanere calmi, seppur la situazione risulti estremamente critica, e ad evitare di cercare di raggiungere L'Aquila e i paesi vicini per non intralciare i soccorsi.

Il presidente della federcalcio, Giancarlo Abete, in conseguenza del terremoto ha deciso di sospendere il Torneo delle Regioni, tradizionale appuntamento del calcio giovanile e studentesco, in programma in questi giorni in Abruzzo.

La Teramo Basket inoltre, ha espresso il proprio dolore per le vittime del terremoto. Anche l'Inter e il Milan esprimono vicinanza alle popolazioni dell'Abruzzo e si stanno mobilitando per offrire aiuti concreti: l'Inter ha messo a disposizione di tutti i tifosi della zona colpita dal sisma, il Centro di coordinamento Inter club al fine di "organizzare in loco eventuali azioni di volontariato. Il Milan invece, attraverso le parole del dirigente brasiliano Leonardo, ha annunciato che "parte del ricavato del Milan Golf Tour verrà devoluto alla popolazione dell'Abruzzo".

Non citiamo casi isolati, lo spor tutto, infatti, tende una mano all'Aquila. I Giochi del Mediterraneo in programma a Pescara sono pronti a mettere a disposizione strutture e impianti per far fronte all'emergenza terremoto. "Se verranno chieste, potranno essere messe a disposizione strutture all'aperto, che possano servire per far atterrare gli elicotteri, per parcheggi. A Teramo, a Chieti, ovunque, perché all'Aquila si sta vivendo una tragedia immane". Lo ha detto Mario Pescante, abruzzese di Avezzano, commissario straordinario dei Giochi.

L'AQUILA - IL TERREMOTO FA CROLLARE UN PONTE

Un ponte dell'aquila su un fiume è crollato, 12 auto sommerse , solo 3 degli automobilisti di queste auto sono salvi, 2 feriti e il resto morti.

CROLLI E DANNI INGENTI A PATRIMONIO ARTISTICO

ROMA - I danni provocati dal terremoto in Abruzzo sono molto ingenti anche per il patrimonio culturale della regione e i primi sopralluoghi all'Aquila, hanno tra l'altro registrato il crollo della parte absidale della Basilica di S. Maria di Collemaggio, dal transetto sino al fondo della chiesa, della cupola di Giuseppe Valadier della chiesa delle Anime Sante, del campanile della chiesa di San Bernardino. Crollato parzialmente anche il transetto del Duomo e crollata Porta Napoli.

E' il primo bilancio comunicato da Giuseppe Proietti, Segretario Generale del ministero per i Beni e le Attività Culturali, in contatto con i funzionari locali "ma solo via telefonino, perché la Direzione generale e le due Soprintendenze dell'Aquila non sono agibili". La fortezza spagnola che contiene il Museo Nazionale e gli uffici delle due soprintendenze ha avuto infatti ingenti crolli al terzo piano ed è pericolante anche il ponte d'ingresso, per cui vi è precluso l'accesso ed è presidiato.

"Sono stati intanto già identificati i magazzini in cui mettere in sicurezza le opere danneggiate e quelle che sono in luoghi crollati o pericolanti", annuncia Proietti, aggiungendo che si sta costituendo una squadra di supporto con personale proveniente da altre soprintendenze di altre regioni. E' crollato anche il cupolino della chiesa di Sant'Agostino, uno dei monumenti del barocco aquilano, finito sul palazzo della Prefettura che è andato completamente in rovina, luogo dove era custodito l'Archivio di Stato dell'Aquila.

"Naturalmente crolli diffusi ci sono in tutta la città, con cornicioni, mura, pezzi di tetto che spesso ostruiscono le strade", ricorda sempre Proietti, che fa notare come invece la celebre facciata quattrocentesca della basilica di Collemaggio si sia salvata perché in restauro e sostenuta da grandi ponteggi. Ecco alcuni dati sui principali monumenti colpiti:

BASILICA DI SANTA MARIA DI COLLEMAGGIO. Fondata alla fine del XIII secolo dal futuro papa Celestino V, posta subito fuori le mura della città, è costituita da tre navate divise da pilastri che sorreggono arcate ogivali. Nella cappella in fondo alla navata destra è il sepolcro di Celestino V. La celebre facciata è della prima metà del XIV secolo, ricoperta da un insieme di masselli color bianco e rosso che la decorano con motivi geometrici.

CHIESA DI SANT'AGOSTINO. E' una delle maggiori testimonianze del barocco aquilano. A pianta centrale, sorse sul sito di un complesso del XIII secolo. A metà del Seicento venne arricchita con nuove cappelle e verso la fine del secolo trasformata da Francesco Bedeschini. Crollò per il terremoto del 1703 e venne ricostruita dall'architetto Giovan Battista Contini.

LA FORTEZZA SPAGNOLA. Fu costruita nel 1534 per volere del governo spagnolo che affidò la progettazione all'architetto Pirro Aloysio Scrivà. La struttura esterna si innalza a scarpa con mura spesse fino a 10 metri al piano di fondazione. Intorno al forte si trova un fossato. Il ponte in pietra di collegamento presenta quattro campate di cui l'ultima sostituisce l'originale tavolato a ribalta in legno.

MUSEO NAZIONALE D'ABRUZZO. Situato all'interno della Fortezza spagnola, nasce nei primi anni '50 dopo il restauro dell'architetto Umberto Chierici e unificò le raccolte del Museo Civico e di quello Diocesano, cui si aggiunse poi la collezione di dipinti dei secoli XVII e XVIII della famiglia Cappelli di Torano.

PORTA NAPOLI. Nota anche come Arco di trionfo, fu eretta nel 1548, in onore dell'imperatore Carlo V, su disegno di Giangiacomo dell'Acajala, ed era la più bella e antica della città.

Speciale Terremoto Abruzzo -"SOTTO LE MACERIE, SALVATO DAL CELLULARE"

L'AQUILA - La sorella lo chiama al cellulare e lui, da sotto le macerie, riesce a risponderle e a dare indicazioni perché i soccorritori possano individuarlo e portarlo in salvo. Forse deve la vita a quella chiamata lo studente universitario di Fermo nelle Marche, 20 anni, travolto con altri compagni dal crollo della Casa dello studente all'Aquila. Erano trascorsi pochi minuti dalla scossa delle 3:32, di magnitudo 5.8, quando da Fermo, a oltre 100 chilometri di distanza dall'epicentro del sisma, la sorella e il padre dello studente, allarmatissimi, tentano di rintracciarlo al cellulare, senza ricevere risposta.

Si rivolgono al 118, i vigili del fuoco, il Commissariato di polizia di Fermo, e a quel punto, racconta il dirigente del Commissariato Giuseppe Taschetti, si riesce ad allestire un ponte telefonico con la zona del crollo. La ragazza e il fratello si parlano: lui, con un filo di voce, fornisce dati utili perché chi scava fra le macerie, al buio, possa raggiungerlo, e alla fine viene tirato fuori, incolume. E' sotto choc ma sta bene, non ha riportato ferite né traumi, ed è già rientrato a casa. Un altro compagno di alloggio invece non ce l'ha fatta. E fra quel che resta della Casa dello studente si scava ancora.

"MI SENTO MIRACOLATO" - "Oggi è la mia nuova data di nascita". E' il primo commento di Maurizio Marino, componente dell'orchestra "Città aperta" dell'Aquila che stanotte si trovava in un bed and breakfast di Fossa (Aquila). "Mi sento un miracolato" - ha aggiunto - "adesso ci troviamo nel campo sportivo dove ci stanno rifocillando". La struttura dove si trovava è crollata. "Per fortuna non è caduto il soffitto - ha detto - e in quel momento ho pregato ed ho pensato ai miei famigliari e a mio figlio. Ho pensato di morire".

STUDENTE IN LACRIME DAVANTI A RUSPE - "Ho dormito fuori e questo mi ha salvato ma adesso spero tanto che tirino fuori i miei compagni vivi". E' la drammatica testimonianza di Valerio, studente universitario di Tagliacozzo (L'Aquila), che assiste con gli occhi bagnati di lacrime al lavoro di una ruspa caterpillar che sposta interi blocchi della palazzina di quattro piani in via Rossi, dove i suoi cinque compagni di appartamento vivevano al secondo piano. Anche qui, come in altri punti della città, si lavora disperatamente lottando contro il tempo per estrarre dalle macerie le persone, si spera ancora in vita. Qui, dove sono crollate due palazzine attigue i soccorritori cercano una decina di persone, otto delle quali studenti universitari, e i due proprietari degli appartamenti in affitto. A quanto pare, degli studenti universitari, cinque ragazzi e tre ragazze, sono per la maggior parte della provincia di Teramo. Si sa di certo che una delle dieci persone è deceduta tra le macerie, e si aspetta di poter tirare fuori il corpo.

VOCE DI DONNA CHIEDE AIUTO, CHI MI SENTE? - Sono frenetici i lavori di scavo in via XX Settembre tra le maceria di una palazzina di tre piani che si è sbriciolata e quasi rasa al suolo: da sotto le macerie si è udito poco fa la richiesta di aiuto di una voce femminile che gridava "chi mi sente?". Secondo la ricostruzione dei soccorritori, che sono coordinati da Giorgio De Matteis, vicepresidente del Consiglio regionale e ex assessore regionale alla protezione Civile, sotto le macerie di questa palazzina ci sarebbero almeno due persone, delle quali forse una bambina. Poco prima da sotto le macerie era stata estratta una signora che è stata trasportata in ospedale.

MANAGER ASL L'AQUILA, NON PENSAVO TALI PROPORZIONI - "Pensavo ad una cosa pesante ma non di queste proporzioni. Sono passato per la città e ci sono davvero molti pezzi di città distrutti. Ci sono tanti feriti e numerosi morti". Lo ha detto il direttore generale della Asl dell'Aquila, Roberto Marzetti, che si trova davanti al pronto soccorso per coordinare le operazioni di emergenza. "La macchina dei soccorsi - ha aggiunto - è partita subito, ci sono medici e paramedici a lavoro, chi di turno e chi no è tornato a lavoro. Abbiamo attivato due sale operatorie e quindi la reazione della città c'é stata". Così come i dirigenti della Asl, Marzetti non era all'Aquila al momento del terremoto ma una volta saputo della scossa si è precipitato in città. Nel fare il punto della situazione, il manager ha sottolineato che sono attive due sale operatorie ma che dovranno essere trasferiti i dializzati la cui struttura si é allagata. Il reparto di neonatologia è già stato trasferito. "I delta di medicina sono da evacuare e poi ci sarà da fare la stima dei danni visto che l'ospedale non ha probabilmente problemi strutturali ma calcinacci, intonaci e suppellettili a terra. Ci vorrà qualche giorno prima che la situazione migliori, ma la cosa importante è che tutti sono a lavoro per aiutare le persone colpite da questa tremenda ferita". Marzetti ha sottolineato che per sostenere la struttura ospedaliera che comunque è in difficoltà dovrebbe essere installato un ospedale da campo proprio nelle vicinanze del San Salvatore.

mercoledì 11 marzo 2009

Champions League - Niente lieto fine, Nedved in lacrime

Non piangeva il giorno che ha annunciato il proprio ritiro. Pavel Nedved aveva dipinto sul volto lo sguardo di chi sa di poter chiudere in grande stile, alla propria maniera. Una carriera che lo ha visto vincere tanto, quasi tutto, aspettava solo la ciliegina di una Champions League. E con la Juventus ancora in corsa si trattava di un obiettivo difficile, non impossibile. Fino alla serata di martedì, quando il sogno bianconero si è infranto e Nedved non ha potuto nemmeno lottare sino in fondo. Era pronto alla battaglia. Ma due mazzate nel giro dei primi dieci minuti lo hanno estromesso dai giochi. Allora sì che la Furia Ceca è scoppiata in lacrime. Assaporando in anticipo quello che sarebbe successo più avanti.

Si chiude così la storia tra Nedved e la Champions. Storia di un amore non corrisposto sino in fondo. Di uno scherzo del destino dopo l'altro, terminata con l'ennesima beffa, una forte contusione alla costola sinistra che verrà tenuta d'occhio attentamente nei prossimi giorni. Solo questo infortunio poteva mettere ko un combattente nato come lui. Solo una maledizione poteva costringerlo a chiudere la carriera senza il trofeo che sognava sin da bambino. Perché le lacrime di martedì sera ricordano tremendamente quelle del 14 maggio 2003. Una notte agrodolce in cui Nedved segnò il gol della tranquillità nel 3-1 inflitto al Real Madrid, la rete che portava di fatto i bianconeri alla finale di Manchester. Una partita che si chiuse però con un'ammonizione presa per un banale fallo a centrocampo, cartellino giallo che gli costò la squalifica, impedendogli di giocarsi il match contro il Milan. Nedved quella volta salutò il Delle Alpi addolcendo le proprie lacrime tra gli applausi del tifo juventino.

Questa volta è finita anche peggio. Un altro intervento a centrocampo, un colpo subito da parte di Anelka, e non c'è stato niente da fare. Un'uscita dal campo per infortunio, la resa in una battaglia nemmeno iniziata e già finita. Il destino che nessun combattente come Nedved vorrebbe mai affrontare. Perché quelli come lui possono anche perdere, ma devono almeno potersela giocare. Una maledizione, certe volte, si manifesta così. Lo sa bene un ex juventino come Fabio Cannavaro, Pallone d'Oro proprio come il ceco, che nella stessa serata vedeva nuovamente svanire il medesimo sogno di Nedved. Anche il capitano azzurro non ha mai vinto la Champions League e a 35 anni vede ulteriormente restringersi le possibilità di farcela. Per non parlare di Paolo Maldini , la bandiera milanista che verrà ammainata fra qualche mese e potrà sempre dire di aver vinto tutto. Tutto tranne il Mondiale.

Tre grandi, campioni che sono divenuti icone, miti trasversali del mondo pallonaro. Gente che ha sempre lottato e spesso ha anche vinto contro grandi avversari. Ma che non ha potuto batterne uno, la sorte che tanto ha dato loro in termini di talento e che ha voluto tenere qualcosa per sé. Così sia. Nedved se ne va tra gli applausi dalla Champions League. Una competizione in cui ha segnato 15 gol in 75 partite. Gli mancherà sempre quella più importante. Ma resterà sempre e comunque un vincente.
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